Come unire l’artigianalità e l’industria 4.0 nella produzione di cinture

cinture artigianali di alta qualità

La lavorazione della pelle in Italia ha una storia lunga e illustre, profondamente segnata dalle tecniche artigiane sviluppate nel corso dei secoli.

Anche con la nascita e lo sviluppo dei processi industriali tra il XVIII e il XIX secolo, la pelletteria ha a lungo conservato la sua identità e mantenuto un approccio artigianale, tant’è che molte realtà importanti di oggi sono partite come una modesta bottega in uno scantinato o in un solaio, dove venivano impiegati solo pochi macchinari e gran parte del lavoro veniva effettuato a mano.

Dagli anni 2000 in poi, la sfida per il settore italiano della pelle è stata quella di modernizzarsi senza mai rinunciare al suo spirito artigiano, perché è proprio l’esperienza e la cura manifatturiera che distinguono il Made in Italy dal resto del mondo.

Sembra impossibile coniugare artigianalità e industria 4.0 e in effetti si è trattato di un vero e proprio momento di selezione naturale che nell’arco di 10 anni ha dimezzato il numero di addetti del settore, ma che ha rafforzato chi ce l’ha fatta, chi ha avuto la capacità e la resilienza di evolversi e adattarsi, adottando nuove strategie senza mai sacrificare la qualità caratteristica del Made In Italy.

I dati di crescita testimoniano i risultati di questa trasformazione: dal 2009 al 2018 il valore dell’industria della pelle italiana è cresciuto da 2,7 miliardi di euro a 8,2 miliardi di euro, con un tasso medio annuale di +611 milioni di euro.

Esempio virtuoso di questo processo di evoluzione e di crescita è FAP Italia.

Come molte imprese operanti nella pelle, la sua sede originaria era ben diversa da quella attuale: si trovava al primo piano di una boutique, dove Giorgio Stamerra e sua moglie Paola Volponi fabbricavano le loro cinture. Era il 1985.

Nel corso degli anni 2000, FAP Italia inizia la sua collaborazione con i grandi marchi italiani e internazionali del lusso, imponendo all’azienda il trasferimento in uno stabilimento più ampio e attrezzato, e nuovi modelli produttivi per soddisfare il livello di qualità e le quantità richieste da questo mercato.

Oggi a FAP Italia lavorano 32 persone per realizzare una media di 3.500 cinture al giorno, coniugando le tecnologie digitali 4.0 con il lavoro manuale e artigianale.

Queste innovazioni assistono gli artigiani in determinati passaggi della produzione, permettendo loro di dedicare il loro tempo, la loro esperienza e la loro creatività in quegli aspetti che rendono unica una cintura e che una macchina, per quanto avanzata, non potrà mai riprodurre.

È così che FAP Italia conserva ancora oggi quelle caratteristiche che nell’arco di 35 anni hanno definito la sua produzione, come la tecnica di tintura manuale di cinture in capo.

Il successo di questo approccio, coniugato all’applicazione del Toyota Production System, ha permesso a FAP Italia di raggiungere un fatturato di 4,6 milioni di euro, ottenendo diversi riconoscimenti che attestano l’eccezionalità del risultato: nel 2019 FAP Italia è stata nominata “Campione della Crescita 2020”, per aver incrementato il fatturato del 27,3 % nel quadriennio 2015/2018, e “Azienda stellare”, per esser stata capace di forti incrementi e investimenti nell’ultimo triennio.

Traguardi importanti, ma che sono un punto di partenza per crescere ulteriormente: FAP Italia punta all’apertura di una seconda linea di produzione e a una maggiore integrazione di tecnologie digitali 4.0 per raddoppiare la sua capacità produttiva.

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